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Metro Art: Quattro Giornate
 Renato Barisani Nino Longobardi Nino Longobardi Nino Longobardi
Nino Longobardi Marisa Albanese Maurizio Cannavacciuolo Betty Bee
Umberto Manzo Sergio Fermariello Sergio Fermariello Sergio Fermariello
Sergio Fermariello Baldo Diodato  Anna Sargenti



quattro giornateLa realizzazione della stazione, progettata dall’architetto Domenico Orlacchio e inaugurata nell'aprile 2001, ha rinnovato l’aspetto di piazza Quattro Giornate, offrendo, nell’area antistante lo stadio Collana, nuovi luoghi di aggregazione. Si è creata inoltre una felice continuità tra i segnali dell’arte disseminati all’interno della stazione e quelli presenti nella piazza, la grande scultura metallica di Renato Barisani e i due bronzi di atleti di Lydia Cottone, collocati tra le aiuole di giardini.

 

Come la piazza anche la stazione, un edificio interrato di 44 metri, è intestata ai giorni dell’insurrezione che liberò Napoli dall’occupazione nazista. Il grande atrio accoglie i rilievi in bronzo e i dipinti di Nino Longobardi che si ispirano alla Resistenza napoletana. Lungo le discese che portano verso le banchine troviamo le scene di caccia e i “guerrieri” di Sergio Fermariello, la scultura in lamiera di alluminio accartocciata di Baldo Diodato e Sabe que la lucha es cruel, di Anna Sargenti.

 

Il percorso di risalita ospita tre grandi teche di Umberto Manzo fissate al muro con travi in ferro, una gigantesca immagine fotografica di Betty Bee imprigionata in un light box, un olio su tela di Maurizio Cannavacciuolo, intitolato Amore contro natura, ed  infine le Combattenti di Marisa Albanese, quattro bianche sculture femminili in cui ritorna l’omaggio alla resistenza delle Quattro Giornate di Napoli.

 

---english text---

The building of the station, which was designed by the architect Domenico Orlacchio and inaugurated in 2001, gave an entirely new look to Piazza Quattro Giornate. This included providing new gathering areas with green spaces. Besides these developments, there is a conspicuous continuity between the works of art located within the station, and those located in the area outside:  the great metal sculpture of Renato Barisani, and the two bronzes of athletes by Lydia Cottone, placed between the garden’s flowerbeds.

 

The station is- like the piazza surrounding it- named for the days of the uprising that freed Naples from Nazi occupation.  The grand entrance hall houses paintings and reliefs in bronze by Nino Longobardi, inspired by the Neapolitan resistance.  Descending down towards the platforms, we find hunting scenes and “warriors” by Sergio Fermariello, the sculpture made of crushed sheets of aluminium of Baldo Diodato, and Sabe que la lucha es cruel, by Anna Sargenti.


The way up from the platform features three large reliquaries by Umberto Manzo, attached the wall by iron beams, a giant photographic image by Betty Bee confined to a light box, an oil on canvas by Maurizio Cannavacciuolo, called Love against nature, arriving finally at Fighters by Marisa Albanese, four white feminine sculptures which honour the resistance of the Four Days of Naples.