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Il defibrillatore arriva anche sui mezzi pubblici

Al via il progetto salvavita

Napoli 10 aprile 2015
- Un defibrillatore in metrò può salvare la vita: con questo obiettivo parte il “progetto salvavita” finalizzato nei casi di emergenza, alla tutela della salute dei passeggeri che utilizzano i mezzi pubblici.

A presentare l’iniziativa questa mattina nella sala Giunta del Comune di Napoli, l’Assessore Infrastrutture e Mobilità Mario Calabrese, l’Amministratore Unico ANM Alberto Ramaglia e il Presidente Commissione Infrastrutture e Mobilità Giovanni Formisano.

Promosso dall’amministrazione comunale e curato dall’Azienda Napoletana Mobilità, il progetto pilota, prevede in una prima fase di dotare di 10 defibrillatori semiautomatici le principali stazioni della Linea 1 metropolitana: Garibaldi, Vanvitelli, Museo, Toledo, Piscinola, Chiaiano; le stazioni superiori delle Funicolari Centrale e Montesanto; il capolinea bus di Via Brin e il parcheggio del Centro Direzionale. L’obiettivo è corredare gradualmente, l’intero sistema integrato dei trasporti ANM (gomma, ferro e parcheggi) di questo importante strumento salvavita.

Per l’utilizzo dei defibrillatori è prevista la formazione di 250 unità scelte tra il personale addetto ANM, in parte somministrata dall’azienda, in parte a cura della ONLUS Carmine Speranza. Addetti di stazione, operatori Fta e di controlleria saranno impegnati ciascuno in una sessione di 8 ore di corso per acquisire le competenze necessarie a praticare correttamente la rianimazione cardiopolmonare e l’utilizzo del defibrillatore in caso di arresto cardiaco.

Caratteristiche e modalità di utilizzo dei defibrillatori le ha spiegate il dott Antonio Lettieri, direttore e consulente scientifico dei corsi di formazione: portatili, maneggevoli, facili da utilizzare e soprattutto affidabili, i defibrillatori semiautomatici costituiscono la soluzione più adatta e tempestiva per salvare persone in pericolo di vita. L’unico mezzo salvavita in grado di garantire un supporto efficiente e immediato, laddove i soccorsi, potrebbero tardare. 

Ogni anno in Italia più di 300.000 persone perdono la vita in seguito a un arresto cardiaco. In circostanze e in luoghi diversificati. Non sono pochi i casi di emergenza registrati anche sui mezzi pubblici di Napoli, utilizzati ogni giorno da migliaia di persone di ogni età. Nel 2014 tra bus, tram, metrò e funicolari in totale 3 decessi, 120 malori e 70 chiamate al 118. In molti di questi casi l’intervento di primo soccorso a cura del personale ANM si è rivelato risolutivo o comunque di sostegno in attesa degli operatori sanitari. 

Migliorare il livello di sicurezza dei nostri passeggeri pensando anche alla loro salute, ha dichiarato Mario Calabrese, Assessore alla Mobilità del Comune di Napoli,  è una priorità che conferma la politica di impegno e responsabilità sociale di impresa che muove l’operato di questa amministrazione e dell’Azienda Napoletana Mobilità grazie alla quale rendiamo concreto questo progetto e avviciniamo Napoli alle altre grandi città europee”.  

La formazione ha nel progetto un ruolo di primo piano spiega Alberto Ramaglia, Amministratore Unico ANM SpA. Anche se non ancora obbligatorio per legge, la volontà di adottare questi nuovi strumenti salvavita è un significativo passo per migliorare la qualità della vita di chi sceglie di muoversi con i mezzi pubblici. Fiducia che ricambiamo con un’attenzione che non si esaurisce nel nostro tradizionale mandato di gestori del trasporto pubblico locale”.

 
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