M_Project
M_Project
felimetro'
Felimetrò
sotterranea bellezza

mondo ANM
mondo anm
callcenterANM
HOME arrow Municipio
Municipio - Michal Rovner
passaggi1  
passaggi2  

Michal Rovner (Tel Aviv, Israele, 1957)
Passaggi / Passages, 2015
videoproiezione; pastello e colore ad acqua su intonaco / video projection; pastel and water colour on plaster (37,70 m x 4,00 m)
atrio stazione / station atrium

Nella sua rappresentazione del golfo di Napoli, dominato dall’immagine del Vesuvio, Rovner sembra aver azzerato le stratificazioni storiche dell’uomo, restituendoci la potenza primordiale di un paesaggio fuori dal tempo. Su questo scenario straniante una moltitudine di ombre umane si muove in un lento, incessante loop.
Sono immagini di persone e luoghi reali, selezionate tra le lunghe riprese effettuate da Rovner prevalentemente a Napoli e nei suoi dintorni, ma anche a Gerusalemme e a Parigi, nel corso di un paziente lavoro preparatorio, come ha raccontato la stessa artista: «Ho dipinto e disegnato a matita i fiori selvatici che ho filmato sul Vesuvio e un albero tratto da una stampa del sedicesimo secolo. Ho cominciato fotografando Napoli e poi cancellando la sua identità: questo potrebbe essere un golfo di qualsiasi altra parte del mondo. Le persone che si vedono non hanno volto, le ho riprese dal tetto di Palazzo Reale e in piazza Dante. C'è anche un affresco di Pompei fotografato in un piccolo tempio. Ho inserito poi riprese di persone che erano al Louvre, a Gerusalemme e che nuotavano nel mare di Jaffa» (Stella Cervasio, Michal Rovner: “Il mio Vesuvio nella stazione Municipio”, «La Repubblica Napoli», 18 maggio 2015).
L’artista ha lavorato quindi su queste tracce della realtà e della storia sottraendo man mano dettagli e definizione, per ricondurre la rappresentazione ai suoi elementi più essenziali. Anche la linearità del tempo è riassorbita nel movimento ciclico di un perenne presente in cui millenni di storia e distanze geografiche sembrano condensarsi in immagini che attingono alla forza evocativa del mito.

In her depiction of the Gulf of Naples, dominated by the image of Vesuvius, Rovner seems to have erased the historical traces of man, restoring the primordial power of a timeless landscape. In this scenario a multitude of human shadows moves in a slow, relentless loop.
These are pictures of real people and real places selected from long shots taken by Rovner mainly in Naples and the surrounding area, but also in Jerusalem and Paris as part of his painstaking preparatory work, as the artist himself reports: "I pencil-sketched and painted the wildflowers that I filmed on Mount Vesuvius, and a tree taken from a 16th century print. I started by photographing Naples and then erased its identity; it could be any gulf anywhere in the world. The people you can see have no faces, I shot them from the roof of the Palazzo Reale and in Piazza Dante. There's also a fresco of Pompei that I photographed in a small temple. I then inserted shots of people in the Louvre and in Jerusalem and swimming in the sea in Jaffa." (Stella Cervasio, Michal Rovner: "My Vesuvius in the Town Hall station", "La Repubblica Napoli", May 18, 2015).
The artist worked on these outlines of modernity and history, gradually removing detail and definition to reduce the image to its most basic elements. Even the continuity of time is reabsorbed in the cyclical movement of a perpetual present where thousands of years of history and geographical distances seem to condense into images that draw on the evocative power of myth.