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Viaggio nella stazione Municipio

Municipio: l'Archeometrò
La base della Torre aragonese e l’opera dell’israeliana Michal Rovner. Contemporaneo e antico dialogano nella spettacolare stazione Municipio, aperta al servizio viaggiatori da giugno 2015.
Il progetto architettonico, affidato agli architetti portoghesi Àlvaro Siza Viera ed Edoardo Souto de Moura, a lavori ultimati comprenderà un unico grande nodo di interscambio tra le Linee 1 e 6 metropolitane, una vasta area che ingloba e mette in mostra i resti archeologici della Napoli greca e romana rinvenuti durante i lavori di scavo e la risistemazione urbanistica della piazza sovrastante.
L'eccezionalità e la quantità di reperti rinvenuti (dal 2003 ad oggi) dalla Soprintendenza nel cantiere del metrò di piazza Municpio, tra cui anche le navi di epoca romana, ha fatto si che venisse definita "stazione archeologica", assieme alla futura stazione Duomo.

rovner
Entrando al piano atrio, l’impatto con il basamento del cosiddetto “Torrione dell’Incoronata” e di fronte un’unica grande installazione d’arte contemporanea dell’artista Michal Rovner (Tel Aviv 1957) intitolata “Passaggi”. Un “video affresco” come lo ha definito il critico d’arte Achille Bonito Oliva, coordinatore del progetto Stazioni dell’Arte, nel quale le immagini inviate da cinque proiettori di alta precisione si fondono con quelle disegnate a pastello e dipinte con colori torrionead acqua, direttamente dall’artista sulla lunga parete bianca dell’atrio (37,70 m x 4,00 m).
Gli ampi interni di stazione si caratterizzano per l’approccio minimalista, le finiture in pietra lavica naturale per i pavimenti interni ed esterni, pareti in mattoni, superfici intonacate di bianco, rispondono nella loro maestosità e semplice geometria alla lezione dei grandi maestri del movimento moderno.


banco as municipioLe tecnologie di ultima generazione fanno di questa stazione un esempio di avanguardia per la gestione da remoto di impianti e sistemi di sicurezza: 16 impianti di risalita (scale mobili), 5 di sollevamento (ascensori) di cui uno dal piano atrio al piano strada, quattro batterie di tornelli e per ora due uscite attive sono governati grazie al sistema di telecontrollo “SCADA”, sia in locale che dalla centrale operativa dei Colli Aminei. interno municipioI due banchi agenti sono dotati di TV a circuito chiuso che monitorano  e gestiscono in tempo reale il sofisticato sistema antincendio, quello di diffusione sonora e in casi di emergenza l’alimentazione della linea aerea e dei segnali di ingresso per i treni. Due distributori automatici per l’acquisto di biglietti, (abilitati anche per l’emissione di ticket ANM), e un punto informativo dal moderno design “ANM POINT”, completano il corredo dei servizi offerti all’utenza.

IL PROGETTO/ lavori in corso
L’apertura della stazione Municipio ha inaugurato la prima parte del progetto del nodo di interscambio che unirà in un’unica grande stazione le linee 1 e 6 della metropolitana. Il progetto ha comportato un esteso intervento a cielo aperto e ha generato una delle più grandi indagini archeologiche dell’ultimo decennio.

cantiereLa storia rivelata dagli scavi comincia dall’antico porto di Neapolis, impiantato nell’insenatura marina che occupava parte della piazza, con i suoi fondali, le antiche barche, la grande banchina di età augustea, e dalla occupazione di età ellenistica ed imperiale del litorale. Si sviluppa con gli straordinari resti dell’edilizia di età angioina sorta in coincidenza con la costruzione di Castel Nuovo alla fine del XIII secolo, e documenta poi i sistemi di difesa esterni al castello, realizzati prima da re Alfonso V di Aragona e poi dai viceré spagnoli.

L’idea progettuale degli architetti Àlvaro Siza ed Eduardo Souto de Moura è stata quella di creare un nuovo percorso sotterraneo, sfruttando i volumi di scavo comunque necessari alla realizzazione delle stazioni. Questa “seconda piazza” ipogea sarà funzionale al collegamento pedonale da un lato con il porto, dall’altro con la parte monumentale della città. Il concept del progetto si basa infatti sulla riproposizione storica dell’asse urbano tra il palazzo del Municipio e la Stazione Marittima. A sottolinearlo saranno due filari di alberi con al centro una lunga “asola”, una fenditura ricavata nel calpestio della piazza, che costituirà una sorta di suggestivo “cannocchiale” rivolto dal porto verso la sovrastante collina di San Martino e allo stesso tempo porterà la luce solare negli ambienti sotterranei.

fontana_nettunoAl centro del piazzale antistante il palazzo del Municipio è stata ricollocata la cinquecentesca fontana del Nettuno, il grande gruppo marmoreo al quale lavorarono Michelangelo Naccherino, Pietro Bernini e successivamente Cosimo Fanzago.

Al completamento del progetto, entrando dalla grande rampa nell’area di fronte alla Stazione Marittima, si costeggerà la cinta bastionata di età vicereale con i torrioni del Molo e dell’Incoronata, quest’ultimo già visibile nell’atrio della stazione aperta al pubblico. Alla sinistra del torrione del Molo sarà disposta l’ampia galleria museale - ca. 10 metri di larghezza e 150 metri di lunghezza - che conterrà reperti significativi provenienti dagli scavi archeologici, mentre nell’area vicina alla stazione di Linea 6, a ridosso di Castel Nuovo, sarà allestita un’area archeologica comprendente i resti rinvenuti, dall’età  romana all’età vicereale.

Il dialogo costante delle architetture moderne con le preesistenze storiche recuperate al’interno e all’esterno della stazione costituisce  il filo conduttore del progetto dei due architetti portoghesi, caratterizzato dalla purezza delle linee e dalla cura sapiente per le finiture in pietra lavica e intonaco bianco, nelle cui geometrie rivive la lezione dei grandi maestri del movimento moderno.

Scheda critica opera Michal Rovener
Nella sua rappresentazione del golfo di Napoli, dominato dall’immagine del Vesuvio, Rovner sembra aver azzerato le stratificazioni storiche dell’uomo, restituendoci la potenza primordiale di un paesaggio fuori dal tempo. Su questo scenario straniante una moltitudine di ombre umane si muove in un lento, incessante loop.

Sono immagini di persone e luoghi reali, selezionate tra le lunghe riprese effettuate da Rovner prevalentemente a Napoli e nei suoi dintorni, ma anche a Gerusalemme e a Parigi, nel corso di un paziente lavoro preparatorio, come ha raccontato la stessa artista: «Ho dipinto e disegnato a matita i fiori selvatici che ho filmato sul Vesuvio, l'albero tratto da una stampa del sedicesimo secolo. Ma ho cominciato fotografando Napoli e poi cancellando la sua identità: questo potrebbe essere un golfo di qualsiasi altra parte del mondo. Le persone che si vedono non hanno volto, le ho riprese dal tetto di Palazzo Reale, in piazza Dante, c'è anche un affresco di Pompei fotografato in un piccolo tempio. Ho inserito poi riprese di persone che erano al Louvre, a Gerusalemme e che nuotavano nel mare di Jaffa» (Stella Cervasio, Michal Rovner: “Il mio Vesuvio nella stazione Municipio”, «La Repubblica Napoli», 18 maggio 2015).

L’artista ha lavorato quindi su queste tracce della realtà e sulle testimonianze della storia sottraendo man mano dettagli e definizione per ricondurre la rappresentazione ai suoi elementi più essenziali. Anche la linearità del tempo è riassorbita nel movimento ciclico di un perenne presente in cui millenni di storia e distanze geografiche sembrano condensarsi in immagini che attingono alla forza evocativa del mito.

BIOGRAFIA Arch. ALVARO SIZA
Álvaro Siza Viera è nato a Matosinhos in Portogallo il 25 giugno  del 1933.
Personalità di grande profilo culturale, riconosciuto come maestro nell’attuale scenario dell’architettura è vincitore di numerosi concorsi e premi, dai giovanili progetti per Matosinhos fino alle più recenti opere progettate e realizzate in vari luoghi (da Berlino a Lisbona, dall'Aia a Barcellona, da Santiago de Campostela a Napoli), Siza ha realizzato diverse tra le opere più significative nel panorama dell'architettura contemporanea. 
Incarna infatti la poetica del movimento moderno alimentandola con una sua particolare cifra stilistica. In sinergia con le teorie dell'architetto finlandese Alvar Aalto e con la significativa influenza di Fernando Távora, che definisce Siza un << mastro d'opera grave ovvero un grande costruttore di spazi e di immagini magnifiche, con una architettura complessa perché sempre uguale a sé stessa e sempre differente, ma di una semplicità profonda e di creativo vigore>>  nei suoi lavori amplifica la delimitazione dei segni, dei tagli, delle linee in una visione dello spazio architettonico unica e sempre imprevedibile.
Si laurea nella Scuola Superiore di Belle Arti di Porto nel 1955, ed inizia l'attività di docente come professore dell'Accademia di Belle arti di Porto. Ha lavorato per l'Associazione degli abitanti nel periodo appena successivo alla rivoluzione del 25 aprile 1974, vivendo un intenso processo partecipato. Ha accettato inviti da altri paesi irrompendo così sul panorama architettonico internazionale facendo conoscere a tutti la famosa "scuola di Oporto", fino ad allora considerata in chiave regionalistica: “vernacular”e “critical regionalism”, che limitiva il campo di azione in un orizzonte neo-realista e anacronistico.
È stato insignito di numerosi premi e onorificenze tra i quali il Pritzker Prize nel 1992, del Premio Wolf per le arti nel 2001, del RIBA's Royal Gold Medal nel 2009 e del Leone d'Oro alla Carriera in occasione della 13 Mostra Internazionale di architettura di Venezia nel 2012.
E' stato professore universitario in molte università internazionali, che ha lasciato per dedicarsi solamente alla cattedra di Costruzione all'Università di Oporto.
Collabora con Eduardo Souto de Moura per il padiglione del Portogallo all'Expo del 1998 di Lisbona. Negli ultimi anni ha realizzato opere di architettura in tutto il mondo come il Museo Iberê Camargo Foundation, Porto Alegre, Brasile o Mimesis Museum a Paju Book City (vicino a Seul), Corea del Sud.
In Italia ha diretto la Ristrutturazione e conversione in museo del Palazzo Donnaregina in Museo Madre, Napoli, il Padiglione celebrativo eretto in occasione della 13ª Mostra internazionale di architettura di Venezia di Venezia presso il "Giardino delle Vergini" nei Giardini della Biennale.
La Progettazione e realizzazione della stazione Municipio della Linea 1 della Metropolitana di Napoli, Napoli, Italia (con Eduardo Souto de Moura, in corso di realizzazione) segna un importante momento di studio dei sistemi infrastrutturali di trasporto su ferro completando l’esperienza che aveva già avviato con Souto de Moura per i progetti delle stazioni nella zona del "Chiado" a Lisbona, Portogallo.

BIOGRAFIA Arch. EDOARDO SOUTO DE MOURA
Eduardo Souto de Moura è nato a Porto, 25 luglio 1952).
Ha studiato alla Scuola di Belle Arti dell'Università di Porto, laureandosi alla Scuola di Architettura di Porto (ESBAP) nel 1980.
Dal 1974 al 1979 ha lavorato con Álvaro Siza.
Ha aperto il suo studio di architettura nel 1980. E’ stato visitor professor a Parigi-Belleville, Harvard, Dublino, Zurigo e Losanna. Ha partecipato a seminari in Portogallo, Spagna, Gran Bretagna, Francia, Italia, Svizzera, Jugoslavia, Stati Uniti, Olanda, Irlanda, Canada e Norvegia. Ha progettato edifici residenziali e grandi opere pubbliche esponendo i suoi progetti  in Portogallo (Porto, Lisbona, Braga), Francia (Biennale di Parigi, Clermond-Ferrand, Bordeaux), Gran Bretagna (Londra, Cambridge), Italia (Triennale di Milano, Roma), Jugoslavia (Pirano), Stati Uniti (New York, Harvard), Svizzera (Zurigo).
Ha insegnato alla Facoltà di Architettura della città di Porto e nelle Università di  Ginevra, Parigi-Belleville, alla Harvard University, Dublino, ETH Zurich, Losanna, all'Accademia di Architettura di Mendrisio e dal 2014 al Politecnico di Milano.
Tra i vari riconoscimenti internazionali, ha ricevuto nel 2001 la Medaglia d'Oro Heinrich Tessenow, e nel 2011 il prestigioso Premio Pritzker.


BIOGRAFIA Michal Rovner é rappresentata da Pace Gallery (New York – London). Panorama un’esibizione dei nuovi lavori di Michal Rovner é in mostra a Pace London fino al 15 Giugno.

L’opera di Michal Rovner, attraverso il video, la scultura e l'installazione costituisce un linguaggio visivo unico che genera una catena di associazioni dal poetico alla politica. Il lavoro della Rovner è stato esposto in oltre 60 mostre personali tra cui una retrospettiva di metà carriera al Whitney Museum of Art, New York, il Padiglione Israeliano alla Biennale di Venezia, il Jeu de Paume, e il Museé du Louvre. Nel 2006 Rovner ha iniziato una serie di strutture monumentali dal titolo Makom ("Posto") raccogliendo pietre dalle case israeliane e palestinesi di edifici smontati o distrutti da Israele e dal west bank, così come nel confine tra Israele e Siria. Lavora con muratori israeliani e palestinesi costruendo nuovi spazi che toccano la storia, la memoria e il tempo. Nel 2013 Rovner ha creato Traces of Life presso il Museo di Stato di Auschwitz-Birkenau; l’installazione é dedicata ai 1,5 milioni di bambini ebrei uccisi durante la Shoah.
nel dicembre 2014 Rovner è stata invitata a creare delle opere d'arte per la produzione di Il Trovatore di Verdi, che ha debuttato al Teatro dell'Opera Teatro San Carlo di Napoli.

(Biografie: fonte MN Metropolitana di Napoli SpA)


 
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